Emergenza Corona Virus

Nell’esercizio delle attività di saloni di barbiere e parrucchiere, servizi di manicure e pedicure, gli addetti impegnati nel servizio a contatto con i clienti devono, a far data dal 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, indossare una mascherina e guanti monouso, lavarsi le mani fra un cliente e l’altro con gel idroalcolico e pulire le superfici e postazioni con soluzioni a base di alcool e cloro.

Comunque tutte le attività sia artigianali che commerciali, è consentita l’apertura a condizione che il gestore garantisca un accesso al locale con modalità contingentate e idonee a evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche del locale, tali da garantire ai clienti la possibilità di rispettare la distanza di un metro tra un visitatore e l’altro.

Puntualizziamo che per le attività artigianali di gastronomia, piada e cassoni, gelateria, pizza al taglio ecc… il servizio deve essere effettuato solo d’asporto. Il cliente non può sostare a consumare nel locale.

I Bar e i Ristoranti posso restare aperti dalle ore 6.00 alle 18.00 con il servizio espletato per i soli posti a sedere, con obbligo di predisporre le condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza di 1 metro e non sono consentiti assembramenti di persone tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, pena sospensione dell’attività in caso di violazione.

Sarà nostra premure informarvi sui possibili aggiornamenti. 

l Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020, il D.P.C.M. 8 marzo 2020 contenente ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19applicabili sull’intero territorio nazionale dall’8 marzo 2020 al 3 aprile 2020.

Dalla vigenza del presente Decreto (8 marzo 2020) cessano di produrre effetti i D.P.C.M. del 1° marzo e del 4 marzo 2020.
Il Decreto estende le misure di contenimento all’intera Regione Lombardia ed a ulteriori 14 Province:
MODENA – PARMA – PIACENZA – REGGIO NELL’EMILIA – RIMINI – PESARO E URBINO – ALESSANDRIA – ASTI – NOVARA – VERBANO/CUSIO/OSSOLA – VERCELLI – PADOVA – TREVISO – VENEZIA
Di particolare rilevanza le seguente misuri in materia di lavoro

PER LE SOLE ZONE SU INDICATE

Raccomandazione a limitare gli spostamenti

Articolo 1 – comma 1, lettera a)
evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per  gli  spostamenti  motivati  da comprovate esigenze lavorative  o  situazioni  di  necessità  ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso  il proprio domicilio, abitazione o residenza”;

Limitare riunioni e preferire modalità da remoto

Articolo 1 – comma 1, lettera q)
sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento  da  remoto  con   particolare riferimento  a  strutture  sanitarie  e  sociosanitarie,  servizi  di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di  cui  all’allegato  1  lettera  d),  ed evitando assembramenti;”

Raccomandazione alle aziende di promuovere congedi e ferie

Articolo 1 – comma 1, lettera e)
si raccomanda ai datori di  lavoro  pubblici  e  privati  di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto 8/0382020,  la  fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi  di  congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera r);”

Quali comportamenti deve/può adottare l’azienda, nei confronti dei lavoratori, per la gestione dell’emergenza Coronavirus?

MISURE PREVENTIVE

L’azienda dovrà mettere a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione adeguati ad evitare il contagio: esempio, guanti e mascherine protettive, erogatori di disinfettante antibatterico. Inoltre, dovrà provvedere ad una accurata pulizia dei luoghi di lavoro, con prodotti disinfettanti atti allo scopo. Inoltre, il lavoratore, dovrà attenersi alle comuni misure preventive, quali la cura dell’igiene della persona e dell’ambiente di lavoro e l’attenzione nel tenersi distanti da persone con sintomi influenzali.

SMART-WORKING

Per le attività esternalizzabili, l’azienda puòin tutto il territorio nazionale (D.P.C.M. 8 marzo 2020), attivare automaticamente la modalità di lavoro agile (c.d. smart-working) ai propri dipendenti, anche in assenza di un accordo individuale. L’importante è seguire le prescrizioni previste dal legislatore, previste dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81 del 22 maggio 2017.In questi casi, l’accordo individuale è sostituito da un’autocertificazione che il lavoro agile si riferisce ad un soggetto appartenente a una delle aree a rischio.

SPOSTAMENTI PER ESIGENZE LAVORATIVE-NECESSITA’-SALUTE

La direttiva ribadisce che ogni spostamento dovrà essere motivato da «esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute», come previsto dal decreto, sia per entrare che per uscire dalle zone delle province arancione. La novità è che le ragioni dovranno essere messe per iscritto in un modulo di autocertificazione, che potrà anche essere compilato sul momento durante un controllo (fornito dalle forze dell’ordine). Per chi vorra’ una copia del modulo da compilare preventivamente, rivolgersi agli uffici dell’Assoc. Ceto Medio. Non potranno spostarsi per alcuna ragione, invece, le persone in isolamento oppure risultate positive al coronavirus.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

Per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria od in deroga (dopo aver utilizzato tutte le ferie e permessi maturati) previo accordo sindacale, al momento la Regione, nonostante abbia comunicato di aver messo a disposizione delle risorse, non ha ancora emanato direttive che illustrino le modalita di utilizzo di questa Cassa Integrazione. Le aziende artigiane con dipendenti dovranno prima accedere agli ammortizzatori sociali “COVIT 19” messi a disposizione dall’Eber Emilia-Romagna.

MALATTIA

Qualora il lavoratore sia obbligato dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, a misure di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, così come prevista dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, a nostro avviso, questi dovrà essere considerato in malattia e come tale la sua assenza dovrà essere trattata da un punto di vista legale e contrattuale (attendiamo indicazioni da parte del Ministero del Lavoro e/o INPS).

Aggiornamento al 4 marzo 2020 – in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine. (articolo 2, comma 2, lett. d), del D.P.C.M. 8 marzo 2020)

QUARANTENA VOLONTARIA

Qualora il lavoratore evidenzi la necessità di porsi in quarantena volontaria, in quanto ha sostato in uno dei Comuni indicati nel Decreto Legge n. 6/2020, ovvero ha avuto rapporti con persone contagiate dal coronavirus, e si trova in attesa del responso da parte del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, riteniamo che debba essere considerato in ferie/permesso, in attesa del responso dell’azienda sanitaria. Qualora il responso sia positivo, l’assenza dovrà essere rimodulata in malattia.

TEMPO DETERMINATO PER SOSTITUZIONE

Qualora vi sia un lavoratore che, per motivi sanitari, è stato sottoposto a quarantena, l’azienda può procedere ad assumere, a tempo determinato, un altro lavoratore in sua sostituzione, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo n. 81/2015.

ASSENZA NON GIUSTIFICATA DAL LUOGO DI LAVORO

Laddove non vi sia alcun presupposto in capo al lavoratore (sosta in uno dei Comuni “attenzionati” o rapporti con persone contagiate), certificato dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, l’azienda potrà richiamare il lavoratore a fornire la prestazione lavorativa anche attraverso l’avvio di un procedimento disciplinare.

Rimini, 09/03/2020.